L’11 luglio, la Chiesa celebra la festa di San Benedetto da Norcia, patriarca del monachesimo occidentale. La sua vita ha gettato le basi per i cori monastici che avrebbero preservato il canto gregoriano.
La Chiamata al Silenzio
Nato intorno al 480 a Norcia, Benedetto fuggì dalla decadenza di Roma per ritirarsi in una grotta a Subiaco.
Lì visse come eremita per tre anni, attirando seguaci nonostante un tentativo di avvelenamento a cui sopravvisse miracolosamente. La sua influenza lo portò a fondare dodici monasteri.
La Regola: “Ora et Labora”
Intorno al 529, scrisse la sua famosa Regola a Montecassino, stabilendo una vita equilibrata di preghiera e lavoro.
Organizzò la giornata attorno all’Ufficio Divino e al canto dei Salmi, permettendo lo sviluppo e la preservazione del canto gregoriano.
La Medaglia di San Benedetto
San Benedetto è noto per la sua potente intercessione contro il male, immortalata nella sua Medaglia, un potente sacramentale.
Riporta le iniziali di un antico esorcismo, pregando che la Croce sia la nostra luce e respingendo Satana (Vade Retro Satana).
Un’Eredità Sacra
San Benedetto morì nel 547, in piedi in preghiera, sostenuto dai suoi fratelli.
Oggi, il suo spirito vive nel canto gregoriano.
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