Sant’Antonio di Padova è conosciuto in tutto il mondo cattolico como il santo dei miracoli quotidiani e il custode delle cose perdute. La sua vita, segnata da una profonda erudizione e da un ardente zelo per il Vangelo, gli è valsa il titolo di Dottore Evangelico della Chiesa.
Il Patrono del Ritrovamento delle Cose Perdute
La devozione popolare associa Sant’Antonio al ritrovamento degli oggetti perduti, e perfino della pace spirituale perduta. Questa tradizione nasce da un evento in cui un novizio rubò il salterio di Sant’Antonio. In seguito alla preghiera del santo, il novizio sentì l’impulso di pentirsi e restituire il prezioso libro manoscritto.
“Se cerchi miracoli, la morte, l’errore, la calamità, il demonio e la lebbra fuggono, i malati guariscono.” — Dal Responsorio di Sant’Antonio
Il Sacro Responsorio in Latino: Si quaeris miracula
Il responsorio di Sant’Antonio di Padova è un inno miracoloso del XIII secolo composto dal francescano Giuliano da Spira. Di seguito si riporta il frammento iniziale per la preghiera liturgica:
Si quaeris miracula,
Mors, error, calamitas,
Daemon, lepra fugiunt,
Aegri surgunt sani.
Cedunt mare, vincula,
Membra resque perditas
Petunt et accipiunt
Juvenes et cani.
Come recitare la Novena a Sant’Antonio
La novena a Sant’Antonio si recita in preparazione alla sua festa il 13 giugno (o in qualsiasi momento di afflizione). Consiste nel meditare per nove giorni consecutivi sulle sue virtù cristiane, accompagnando la preghiera con la recita del responsorio Si quaeris miracula e un impegno di carità verso i più bisognosi.
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